Gli oggetti che non si possono toccare sono i più venduti. Ciò che non si può possedere ci dà più piacere. Sembra che affermazioni del genere non rispondano alla logica sociale. Rispondono, però, alla logica individuale, che moltiplicata per ogni individuo che compone una collettività diventa una logica sociale.
Il marketing e la pubblicità hanno sempre basato il loro potere persuasivo sull’idea di avere e sull’idea di poter provare piacere, del pregustare il possibile piacere prima del piacere stesso. Eva è stata la prima cliente che ha risposto ad un richiamo di marketing ben impostato.
La mela ha rappresentato l’immaginario della libertà dalle le regole seguendo il proprio piacere. Non è forse questa una condizione naturale? Il marketing ed il messaggio pubblicitario lo hanno sempre ricordato. Comprare è una trasgressione, la trasgressione è la libertà, la libertà è il piacere di immaginare la vita, l’immaginario è la realtà.
Ancora una volta si rivela come il prodotto sia virtualità. Non esiste nella fisicità, non ha valore se non porta in sé una carica immaginaria. E’ sempre stato così e la pubblicità ha fatto leva su questa virtualità. Non si sono mai venduti prodotti ma idee. Le idee sono più forti dei prodotti, eppure tutta l’umanità si muove sul possesso, sui beni materiali. Forse perché i beni materiali permettono di produrre idee, permettono di immaginare.
La vera ricerca è forse l’immaginario? Il vero piacere della vita è ciò che scaturisce dall’uso della fisicità e non la fisicità stessa. Non a caso, ad esempio, si fa l’amore per raggiungere un orgasmo, oppure ci si carezza per provare la sensazione della fisicità. Tutto rimanda oltre l’aspetto fisico e materico. Esempio illuminante è il denaro. Siamo arrivati a non usare nemmeno più le banconote, si eseguono spostamenti telematici, la fisicità del denaro è quasi scomparsa. Se dipendesse dalla sua fisicità potremmo oggi non interessarci al denaro, visto che al massimo ha la forma di un bancomat o di una carta di credito. Non è così eccitante toccare un bancomat. E’ eccitante toccare una carta di credito pensando a quanto valore c’è dietro. E’ un’idea non una materialità.