Sud del Mondo virale (nella comunicazione)
26 Dicembre, 2009 Pubblicato in Video, analisi del virale, viralLe proiezioni statistiche relative allo sviluppo del marketing virale hanno indicato ed indicano un esponenziale aumento del suo utilizzo in Europa. Anche in Italia questa metodologia si sta sviluppando e viene applicata in vari settori. Metodologia concepita da e per coloro che non hanno a disposizione i grossi investimenti delle multinazionali per diffondere i propri messaggi, è stata poi adottata con successo dagli stessi soggetti che hanno dominato il mercato sui mezzi tradizionali e che affollano la rete con video virali prodotti ad hoc. In Italia esistono, ad ogni modo, degli interessanti esempi di campagne e comunicazioni virali relative ad iniziative etiche e sociali, che si diffondono nella rete attraverso l’atto di condivisione degli utenti per la tematica affrontata, e non solo per il contenuto umoristico, trasgressivo o sorprendente che contraddistingue molta produzione di video virali. In questi giorni vengono proposte due campagne di questo tipo. La prima è quella di Giftee , una iniziativa originale di commercio etico e solidale, la seconda è quella della Coalizione Italiana contro la Povertà , con una petizione per ricordare alle autorità gli accordi stabiliti nel G8 di luglio per combattere, appunto, la povertà.
Sono stati prodotti due video che proponiamo. Ecco quello di Giftee.
Giftee è un progetto di commercio etico che si prefigge di fare, e soprattutto di “far fare”, beneficenza in maniera tangibile. L’idea trova efficacia nella sua semplicità: acquistando un prodotto, Giftee ne dona uno uguale a chi ne ha davvero bisogno. Lo start up del progetto consiste nella produzione e vendita di t-shirt con disegni originali. Ogni t-shirt acquistata permette di donarne un’altra ad un bambino del Sud del Mondo. Quindi, non denaro in beneficenza, ma direttamente prodotti di utilità. Al progetto hanno già aderito ONLUS come Ai.Bi., ONG GHANDI , C.A.P.S.E. / ASPE , ALDEAS AGAPE, ASSOCIAZIONE FAMIGLIA CABRINIANA.
Stilisticamente il video non utilizza quegli elementi tipici del video virale a scopo commerciale, più orientato ad attirare l’attenzione attraverso, ad esempio, immagini sorprendenti o situazioni trasgressive per stimolare maggiormente il passaparola tra gli utenti con messaggi potenti. Qui la potenza risiede nel concetto semplice, profondo e delicato, basato sui sentimenti umani espressi attraverso il paradosso della creazione di due contesti separati all’interno di uno stesso contesto. I due contesti alternativamente proposti sembrano lontani, come del resto geograficamente e fisicamente lo sono, lontananza visualizzata dai nomi dei protagonisti, appartenenti a varie culture, che ogni volta vengono mostrati e dall’alternarsi del colore e del bianco e nero. Nord e sud del Mondo si susseguono e si collegano con la t-shirt indossata dai bambini. Una geografia che prende forma spazialmente all’interno di una carrozza della metropolitana, che rappresenta il Mondo intero, che è il Mondo della nostra vita quotidiana, così grande nella sua dimensione ridotta, così microcosmo di un macrocosmo, dove non esistono separazioni di sorta e dove la condivisione è una regola naturale. Interessante che una carrozza della metropolitana possa contenere tutto questo.
Il secondo video, quello di GCAP, la coalizione contro la povertà, è a supporto di una campagna basata sulla creazione di un gioco simbolico posizionato su Facebook, attraverso il quale si cercherà di fare pressione sui grandi del Mondo. Altro elemento di supporto della campagna è una fanpage . Il video rappresenta il gioco e cattura per il suo carattere provocatorio.
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A differenza del primo, questo secondo video fa leva sulla trasgressione sociale e sull’irriverenza politica, elementi legati al gioco posizionato sul social network. Componenti, queste, viste secondo una certa ottica, originarie del linguaggio e del contenuto virale. La campagna è stata ideata e curata dall’agenzia Yo Yo Comunicazione.
I due video proposti esemplificano due approcci diversi ai temi sociali e collettivi. E’ interessante rilevare come sia possibile realizzare concretamente una campagna virale, anche in Italia, utilizzando strumenti economicamente accessibili per coloro che non dispongono di grandi risorse e che da una parte, come Giftee, rappresentano un’operazione di mercato, seppur in ambito etico, e dall’altra, invece, si fanno portavoci di istanze collettive a livello planetario proponendo azioni da innescare e sviluppare nel social network.