Marketing narrativo: storie da usare in campagna (pubblicitaria e politica)
23 Dicembre, 2008 Pubblicato in marketing narrativo | Nessun Commento »

Si parla del guerrilla marketing e delle forme nate come sua espansione, in termini di basso budget d’investimento ed alta efficacia di penetrazione, e quindi di costi sostenibili. Una strategia di comunicazione adatta per la piccola e media imprenditoria, date queste caratteristiche. Quando, però, andiamo a studiare i casi di campagne di marketing non convenzionale, in maggioranza troviamo esempi commissionati da grande aziende, da multinazionali, soprattutto fuori d’Italia. Sono minime le campagne realizzate da piccole aziende. Eppure la guerriglia storicamente è la lotta dei piccoli eserciti contro i grandi, dei pochi mezzi contro l’abbondanza delle risorse da mettere in campo. I ricchi si sono forse impossessati del terreno dei poveri? Oppure i poveri non hanno il coraggio e l’apertura mentale per agire fuori dalle convenzioni, usando mezzi a loro portata?

Il guerrilla marketing, come è noto, fa riferimento ad un termine usato per indicare una forma specifica di guerra strategica. La guerra di guerriglia è stata definita dagli stessi teorici che l’hanno utilizzata, come una tecnica non convenzionale di combattimento. Uno dei più famosi esponenti di questa strategia è stato Ernesto Che Guevara. Nei suoi scritti teorici ne descrive modalità, pratiche ed implicazioni. Alcune tattiche possono offrire spunti interessanti come possibili applicazioni al marketing di guerriglia attuale.
Questo video ormai molto conosciuto, che ha avuto anche versioni con soggetti orientali, combina tre componenti principali: erotismo, umorismo ed immaginario.
La potenza del messaggio sta principalmente nella funzione dell’immaginario, e nella trasgressione ad un contesto standard di messaggio con obiettivi di mercato. Qui si esce dalle regole del persuasivo o dell’ammiccante. La persuasione è affidata alla sorpresa ed alla libertà espressiva che fa leva sulla libertà di pensiero e di immaginazione erotica. L’istinto viene stimolato nella sua naturalezza e non nella sua costruzione culturale, come in spot ammiccanti e seducenti che mostrano atteggiamenti costruiti da parte delle modelle, costruite loro stesse, con seni e labbra finte.

Le regole del marketing sono derivazioni da regole di vita. L’arte ha sempre avuto la capacità di individuare queste regole e di esprimerle con il linguaggio poetico. Il cinema è generoso di dialoghi o riflessioni in cui intuizioni sul funzionamento della vita vengono espresse ad arte.
Frasi tratte da film possono suggerire concetti e strategie al marketing. Proviamo a sviluppare una traduzione di alcune di queste frasi per un contesto di marketing applicativo.



Tra le tecniche innovative di marketing si è sviluppata quella definita marketing tribale. Questo tipo di marketing si basa sulla creazione di raggruppamenti di consumatori uniti tra loro da un rapporto emozionale con una marca. In pratica, la marca agisce come organizzatore di occasioni ed eventi intorno a sé che permettono di generare sotto-insiemi di consumatori uniti dall’attrazione per gli stessi prodotti: una moto come un capo di abbigliamento. Leggi tutto »

lui: ehi, baby, chiudi sempre le tue mail con “ti abbraccio forte”, ma almeno una volta me lo puoi dare un abbraccio vero invece che digitarlo sulla tastiera?
Le cosce invecchiano naturalmente nelle donne, ma invecchiano anche fuori dalle donne? La pubblicità non le fa invecchiare, le usa in continuazione. Eppure, secondo alcuni analisti, le cosce in pubblicità sono ormai vecchie. O forse non sono vecchie le cosce, forse è vecchio il modo di proporle. Gli uomini sono forse meno interessati alla natura? Oppure il gesto di ostentare non è poi tanto naturale? No, la pubblicità non è naturale, attinge dalla natura, profonda o nascosta, ed anche da quella palese, poi la traduce. Di naturale esiste solo l’immaginario. Se le cosce sono vecchie è probabilmente vecchio l’immaginario proposto.
